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Dicembre 2011

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Viaggio in India di Francesco ed Antonio dal 5 al 16 dicembre 2011-12-21
(per memoria: un lack = 100.000 rupie, = circa 1.500 euro)

Situazione Maweit e colloquio con Sr. Maria
Ostello Maweit: abbiamo partecipato alla inaugurazione, con circa 50 ragazze che erano state trattenute in loco dopo la fine della scuola (alcuni giorni prima c’erano stati gli esami). Grande festa, con danze, canzoni, qualche breve discorso,  spesso ricordando Sr. Rebecca e dr. Guglielmini.
Il giorno dopo benedizione da parte dei Gesuiti, e poi inaugurazione della loro “casa” in cima alla collina (posto magnifico!). Infine grande messa nel campo sportivo, e poi voti finali di un giovane (circa 40 anni !) gesuita, e rinfresco. L’ostello, che è costituito essenzialmente da due grandi stanzoni (uno dormitorio al piano superiore ed uno sala studio al piano terra) ed una stanza più piccola (refettorio) con relativa cucina nell’interrato, sembra ben disegnato e concepito, molto semplice ma razionale, e specialmente ben rifinito. I bagni sono quasi tutti esterni (ma numerosi; e venivano già utilizzati … di nascosto dalle ragazze per fare la doccia: ottimo segno di efficienza e funzionalità). I lavori non sono ancora totalmente terminati. Sono ancora in fase finale i bagni e la grande vasca di raccolta acqua (che sfrutteranno anche le suore dalla loro casa). Vi sono in consegna anche 60 letti e 30 banchi per due persone (mal disegnati: ne abbiamo discusso e cambieranno le dimensioni). Nella sostanza un’ottima impressione, e la sicurezza che dai primi di febbraio circa 60 ragazze allegre e attive lo frequenteranno con gioia e profitto. Era una gioia vederle.
Dispensario Maweit: Finora, come noto, è stato utilizzato come ostello provvisorio: di fatto il piano alto era il dormitorio delle ragazze, nei piani bassi stava qualche sala studio (e qualche sala vuota, di uso non ovvio). Faceva però piacere sentire cantare e ridere le ragazze (abbiamo poi scoperto che stavano esercitandosi per la successiva recita per noi …). L’edificio appare però aver sofferto molto del tempo passato (un anno e mezzo): gradini sbrecciati, molte zone con muffa, un chiaro punto di perdita acqua dal tetto, pareti da ripitturare, ma con intonaci mal fatti e in qualche punto scrostati. Vi sono due tipi di problemi:

  1. L’immobile è stato fatto in una situazione sindacale molto delicata, con maestranze che sono cambiate tre volte, ed alla fine sono state imposte dai sindacati locali. Inoltre ci fanno capire che noi abbiamo molto insistito perché l’inaugurazione avvenisse alla data prevista, e questo ha inevitabilmente portato a qualche chiusura anticipata dei lavori … L’impresario dell’ostello, di cui le suore ed i gesuiti hanno grande fiducia, ha fatto una previsione di rimessa a punto globale di circa 15 lack per rifare gli intonaci e 6 ulteriori lack per mettere un tetto di metallo.  Alla fine, per  fare solo i lavori di base (riaggiustamento gradini e pavimenti, rifacimento degli intonaci solo dove cadenti, ripitturazione totale, niente sul tetto) si accontenterebbe di 6 lack, ma solo in tempi brevi perché approfitterebbe di avere già gli operai sul posto.
  2. Il problema maggiore sembra però essere l’utilizzo futuro dell’immobile: è chiaro che è impossibile trovare personale qualificato (medici o infermieri) disposti a vivere a Maweit. L’idea di far studiare qualcuno che poi ritorni sembra scontrarsi con il fatto che pochissimi a Maweit raggiungono la 12° classe, indispensabile per entrare al college, e che l’esperienza dimostra che chi parte per studiare NON torna più al  villaggio. (Sr. Sarah mi aveva raccontato che le suore avevano provato a mettere una giovane suora infermiera a fianco di Sr. Helen, ma che dopo qualche mese avevano dovuto spostarla perché non riusciva fare alcuna attività innovativa, e si scontrava con la sorella anziana. Resta il fatto che, se pure riconosciamo una situazione assai difficile, non vi è in vista al momento alcuna soluzione . Interessante la proposta,  del dr. Guglielmini di utilizzare il dispensario come ostello per i ragazzi. I gesuiti hanno parlato di un ostello da costruire in futuro per i ragazzi, ma per il momento esiste solo il terreno (vicino al campo sportivo). Ovviamente è una proposta da approfondire con Sr. Maria e poi con i Gesuiti, e che sistemerebbe brillantemente molti aspetti e criticità.
  3. Come dispensario/sala parto si continuerebbe ad utilizzare il vecchio locale, con qualche investimento da parte nostra per migliorarlo.

 

Balamagre: il lavoro per la nuova area “laboratori” è bloccato per scioperi e mancanza fondi. Kal (ultima visita del dr. Guglielmini) aveva fatto sperare in qualche aiuto. Manos Unidas ha detto che non aiuterà più (almeno per un po’) le Missionarie di Christ Jesus, perché ha aiutato già parecchio (Balamagre, Maweit) ed hanno altri progetti. Inoltre vogliono cambiare interlocutore piuttosto spesso, e non restare impegnati con gli stessi beneficiari.
Progetto per studenti in Tura: KAL aveva promesso di mandare subito dei soldi, ma era stato bloccato dalle suore perché i soldi servono solo da Febbraio 2012. Peraltro ora ci stiamo avvicinando a quella data. Che si fa?? Servono da 1 a 2 Laks (da 1500 a 3000 euro).
Progetto Bakdil (Sr. Rebecca): la “direzione” del progetto sta a Tura, diretto da un padre di Tura. E’ un movimento di molte persone, di cui Sr. Rebecca è solo una piccola componente. Sr. Rebecca visita i villaggi (finora circa 20 villaggi). I soldi di Kal sono arrivati in Novembre, per il momento non serve altro. Si attende un report che Sr. Rebecca farà sullo sviluppo del progetto.

Mr. Carmo e BETHANY society
Abbiamo incontrato Mr. Carmo due volte, la seconda incontrando anche le due “ragazze” di un anno fa: Jenevieve Nongsieng e Pynnoy Tang (quest’ultima ipovedente, e particolarmente sveglia … e carina. Parla bene inglese, ha interrotto gli studi quando era alla sesta classe perché non vedeva la lavagna, ha pianto per un anno a casa, poi qualcuno la ha aiutata e si è spostata in città dove ha potuto finire la high school in una scuola specializzata per ipovedenti e poi andare al College, imparare l’inglese …). Ora cerca di aiutare gli altri a capire che esser e disabili non vuol dire essere inferiori o peggio essere maledetti da Dio (come spesso si pensa nei villaggi).
progetto Pramer: Il denaro 2011 è finito: Hanno acquistato una piccola auto (Tata Nano). Spesi 11 lack
A fine anno scriveranno un piano a due anni, e poi lo invieranno. Ricordiamo che il programma consiste nell’individuare i disabili nei villaggi, istruire i disabili a condurre/espandere  il progetto, a trattare col governo per ottenere aiuti, ad andare a scuola, a fare un po’ di training localmente. 
Individuazione dei disabili: problema difficile perché si nascondono, le famiglie si vergognano, spesso essi sono ignoti anche al capo-villaggio (specie gli epilettici, veri “dannati da Dio”). Organizzano classi individuali o collettive (per i più grandi) . Agiscono su tutto il Megalaya con teams diversi. Quello da noi visto (zona Shillong) ha finora censito 20 villaggi (in molti di più hanno cercato di entrare, ma spesso vengono respinti, vi è una complicata burocrazia fatta di lettere ufficiali, ma poi si vedono i brillanti risultati e in altre zone alcuni villaggi hanno cambiato idea nel tempo e la accettazione aumenta grandemente (ed anche facilmente). Finora identificati 330 disabili in 30 villaggi, ci si aspetta di identificare il 3 o 4% della popolazione. (Non sono inclusi i disabili mentali. Per questo in Europa ed USA si arriva a giudicare disabile il 10% della popolazione, perché la definizione di disabilità è diversa).
progetto Prevention (o Ecosanitation): potrebbe essere una allargamento del progetto Pramer, e vorrebbero che KAL aiutasse. Riguarda dare istruzioni su acqua potabile, sanitation (= toilets), ma anche indicazioni su scuole, lavoro, qualità di vita, inclusione sociale, empowerment (=diritti civili). Richiesti circa 5 o 6 lack per il personale che va in giro nei villaggi.
Ricordiamo che ci sono circa 5500 villaggi (da 20 a 200 case) in Megalaya. Qualche indicazione sui salari: un ottimo salario di professore di college è 60.000 o 70.000 rupie/mese. Nelle scuole di stato 20.000/mese . In Bethany society 6.000/mese, al massimo 8.000 rupie/mese al momento. Ma l’anno prossimo si deve aumentare.  (per confronto uno spaccapietre prende 100,  max 150 rupie/giorno).
Si chiede che dr. Guglielmini  (o altri in visita in futuro) dedichi se possibile un giorno a visitare Phramer da Shillong. Penserebbe Carmo a tutto.  Ci terrebbero molto perché sono molto orgogliosi di quello che fanno (e a noi sembra che abbiano ragione di esserlo!!) .


Riferimenti  WWW.BETHANYSOCIETY.IN

Sr. Annfrancesca – Siliguri
La novità è che Sr. Annfrancesca guida ora una piccola macchina, con cui è venuta a prenderci (con Akash e una bambina).
acquisto terreno: il terreno era tribale, e non si poteva vendere a persone non del posto. Allora i gesuiti hanno organizzato un passaggio di proprietà. Resta da riferire il tutto al ministero a New Delhi, ma non ci dovrebbero essere problemi. Tutto è stato pagato, ufficialmente sia la casa che il terreno sono di “Flame of Hope”, come anche la casa di Kurseon.
progetto scuola per disabili sul nuovo terreno:  esiste un progetto che abbiamo visto, a forma di U, con 4 piccole aule, grande sala di fisioterapia, grande sala giochi, cucina e mensa, uffici. Il tutto piuttosto grande, solo piccola parte di vera scuola. Il progetto è a due piani, ma per ora si farebbe solo uno (il disegno del piano superiore è sostanzialmente uguale al piano inferiore). Costi: la scuola (900 mq.) potrebbe costare  60 lack, basandosi sui costi della casa dei visitors, che doveva costare 25.000 US$  ed alla fine costerà 30.000 euro (oltre 40.000 US$).  Ma forse, con una gestione diretta, potrebbe costare parecchio meno.  (la sola mano d’opera costa circa 150 rupie/piede quadrato: ci sono 10 piedi quadrati per metro quadrato. Poi ci sono i materiali.): abbiamo sollecitato Sr. Annfrancesca a trovare altri preventivi.
Come sempre il clima della casa era gioioso, i bambini sono cresciuti molto, 3 hanno fatto la prima comunione, tutti hanno fatto visibili progressi.
Il progetto scuola dovrebbe essere ben separato dalla casa, per non togliere l’idea di “casa propria” ai bambini che vi risiedono.


KAL ONLUS - Foto Diario