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APRILE 2009 - Parte 1

Avevamo programmato il nostro consueto "giro" di verifica dei progetti per gli inizi del mese di giugno ma un'imperdibile (e limitata nel tempo) offerta dell' Emirates Airlines con il biglietto di andata e ritorno a poco più di 500 euro aveva fatto sì che anticipassimo il tutto di un paio di mesi.
Nell'arco di dodici giorni avremmo visitato tutti i progetti in corso ad eccezione di quello riguardante la costruzione della nuova sezione disabili e della lavanderia del lebbrosario di Dhanjuri in Bangladesh che avrebbe richiesto da solo un impegno di almeno quattro giorni.
Il viaggio è stato estremamente confortevole sia dal punto di vista delle comodità garantite dagli aerei di questa compagnia sia perché il cambio di aeromobile a Dubai, con una sosta di circa tre ore, lo aveva "spezzato" in due tronconi di cinque-sei ore ciascuno, molto più sostenibili delle dieci ore ininterrotte del Francoforte-Calcutta della Lufthansa o del Londra Calcutta di British Airways.
Inoltre l'aeroporto di Dubai con il suo modernissimo duty-free è veramente un'occasione unica per una distrazione che attenua la stanchezza del viaggio.
La prima giornata è stata spesa a Calcutta per le incombenze di rito (smistamento delle valige, cambio della valuta eccetera) e per ricaricarci di energie in attesa dei prossimi, impegnativi giorni.
Il programma prevede come prima tappa Maweit in Meghalaya dove dovremo verificare lo stato di avanzamento dei lavori del nuovo dispensario.
Il Meghalaya è uno stato del nord-est dell'India, confinante a sud - sud-ovest con il Bangladesh e a nord - nord-est con L'Assam.
E' abitato da popolazioni di tre diverse etnie: i Garo nella parte occidentale (West ed East Garo Hills), i Kashi nella sua porzione centrale (West ed East Kashi Hills) ed i Jantja nella parte orientale dello stato.
Maweit è un villaggio delle West Kashi Hills e quindi si trova nella parte centrale del Meghalaya, a poche decine di chilometri in linea d'aria dal confine settentrionale del Bangladesh.
L'importanza di Maweit è legata alla sua collocazione geografica in quanto si trova alla confluenza di strade o sentieri che lo collegano ad una cinquantina di villaggi minori sparsi nella foresta e proprio a Maweit, con uno strano calendario che fa cadere l'appuntamento ogni settimana in un giorno diverso, si svolge uno dei più importanti mercati delle Kashi Hills.

Il mercato in queste zone rappresenta un'importantissima occasione di incontro, di scambio di informazioni, di intrattenimento e di intreccio di rapporti umani oltre che, naturalmente, di contrattazioni, compravendite, di scambi e di rapporti commerciali.
Sin dal pomeriggio del giorno innanzi la gente incomincia ad arrivare a Maweit con i mezzi più disparati, ma soprattutto con quegli affollatissimi autobus carichi all'inverosimile, anche sul tetto, di persone e cose.
Dormono presso parenti o amici o più semplicemente avvolti in una stuoia sotto qualche albero per essere pronti sin dal mattino presto a partecipare al mercato.
E' proprio l'importanza di Maweit come centro di riferimento per tanta popolazione dei villaggi della foresta che ha spinto le Missionaries of Christ Jesus a fondare qui la prima missione, seguita poi dalla scuola e dal dispensario.
E se la missione, appendice della parrocchia, riveste in queste zone una grandissima importanza dal punto di vista spirituale e di sostegno e supporto anche sociale (il Meghalaya è uno stato a maggioranza cristiana) il dispensario è un importantissimo ed insostituibile presidio sanitario, il cui valore non può non sfuggire in zone assolutamente prive di qualunque altra forma di assistenza organizzata.
E così, specie nei giorni di mercato la gente affolla questa struttura, retta al momento da Sister Helen Albissuri, settantasei anni portati con la grinta di chi ha speso la propria esistenza sempre in prima linea in avamposti di frontiera (la missione di Maweit, dove Sister Helen opera sin dalla sua inaugurazione, è stata collegata alla rete elettrica soltanto tre anni fa ed anche l'acqua corrente è stata una conquista di questi ultimi tempi).
Qui la suora-infermiera è anche ostetrica e svolge tutte le funzioni di un medico: visita, prescrive terapie, invia, qualora ne ravvisi la necessità, all'ospedale più vicino (Nongstoin: quattro ore di Jeep nella bella stagione, molte di più durante il monsone) o, come per esempio in caso di necessità di un parto con taglio cesareo, direttamente a Shillong (un giorno di viaggio) in quanto l'ospedale di Nongstoin non è attrezzato per tali emergenze.
Per quanto riguarda questo aspetto della salute della gravidanza ultimamente, grazie al dispensario, si sta effettuando un programma di monitoraggio delle gravidanze così da individuare precocemente quelle a rischio e potere di conseguenza adottare in anticipo tutte quelle misure che si rendessero necessarie.
Al dispensario di Maweit non c'è praticamente giorno in cui non venga alla luce un bimbo, e spesso sono più di uno, ed inoltre non sempre il giorno è "giorno": vi sono anche le notti, perché i bambini vengono al mondo anche di notte e Sister Helen è sempre pronta, con il suo sorriso, la sua calma e la sua professionalità a dare il benvenuto, a tutte le ore, ai piccoli Kashi.
Anche se una importantissima parte del lavoro del dispensario è di pertinenza ostetrica, un grande rilievo lo ha anche l'aspetto medico in generale, sia come cura e la prevenzione di malattie infettive e parassitarie, (soprattutto malaria e tubercolosi ma anche forme diarroiche e febbrili in genere) sia come ambulatorio di dressing dove si svolgono interventi di medicazione e piccola chirurgia.

E' per questo che al dispensario è annesso un piccolo locale di degenza, attualmente però in condizioni veramente disastrate con il pavimento in terra battuta e le pareti fatte di bambù.
Ed è proprio la costruzione di un nuovo dispensario uno dei progetti principali da Kal.
La decisione di costruire una nuova struttura, più moderna e funzionale, era nata circa un anno fa in occasione della nostra prima visita a Maweit: eravamo stati colpiti soprattutto dalla mole di lavoro, dalle condizioni al limite dell'inaccettabile in cui questo veniva svolto ma soprattutto dall'impegno e dalla dedizione profuse da chi si occupava del dispensario.
Il creare ex novo una nuova costruzione avrebbe consentito di dotarla di tutti quegli accorgimenti tecnici che avrebbero poi facilitato e semplificato il lavoro.
Grazie alla generosità ed alla filantropia di uno sponsor d'eccezione avevamo potuto dare l'ok senza porci problemi di copertura finanziaria ed ai primi di dicembre dello scorso anno veniva ufficialmente dato il via ai lavori con la benedizione della prima colonna delle fondazioni.
Pensavamo di trovare i lavori in uno stato molto più avanzato, anche perché il "contratto" stipulato con l'impresa di costruzioni, parlava di sei mesi di lavori per la consegna dell'opera finita.
Purtroppo, lo spostamento per motivi logistici della struttura di una decina di metri a valle del punto originariamente identificato aveva fatto sì che si trovasse un sottosuolo di roccia durissima che aveva dovuto essere fatto saltare con la dinamite per potere gettare le fondamenta.
Tutto ciò aveva fatto sì che il "contractor" chiedesse un allungamento, concesso, dei tempi di consegna di tre mesi.
Alla "delusione" per i lavori non così avanzati come ci saremmo aspettati, si sommavano i dubbi espressi da Antonio, il nostro nuovo compagno di viaggio che, da ingegnere, aveva subito notato alcune incongruenze ed alcune deficienze strutturali soprattutto per quanto riguardava le caratteristiche antisismiche che l'edificio avrebbe dovuto avere essendo il Meghalaya in zona altissimo rischio per terremoti.
Il problema veniva evidenziato rimandando ogni chiarimento e richiesta di revisione del progetto in senso migliorativo ad un incontro con la Superiora dell'Ordine delle Missionaries of Christ Jesus, Sister Sarah che avremmo avuto l'indomani a Mendal alla quale Antonio si prendeva l'incarico di illustrare dettagliatamente quanto rilevato e quanto richiesto per garantire la sicurezza antisismica dell'edificio.
Dopo il sopralluogo ai lavori veniva fatta una rapida visita al "boarding", l'ostello delle ragazze che frequentano la scuola e che verrà anch'esso riedificato una volta terminata la costruzione del dispensario.


KAL ONLUS - Foto Diario