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APRILE 2009 - Parte 2

L'acqua reflua dalle docce e dai bagni viene poi raccolta per essere utilizzata nei wc posti al piano più basso.
Per l'inizio della stagione monsonica tutto dovrebbe essere ultimato mettendo fine ai disagi delle quasi cento ragazze che usufruiranno di questo manufatto.
Sister Gloria, la superiora della casa di Tura, e responsabile dell'ostello ci porta a visitare i dormitori delle ragazze facendoci notare le vistose macchie sul soffitto dovute alle infiltrazioni di acqua e, una volta saliti sul terrazzo sul tetto dell'edificio dice che sarebbe bello costruire una copertura del terrazzo stesso con una struttura in ferro e materiale plastico ondulato così da realizzare una tettoia che metta il terrazzo al riparo dalle infiltrazioni d'acqua.
Anche noi conveniamo con lei che sarebbe bello, ma non andiamo oltre.
Alle dieci precise siamo al lebbrosario accolti, come sempre, dall'affetto e dal calore di questa gente meravigliosa, straziata nel corpo ma sempre pronta ad accoglierti e a sorridere.
Quest'anno abbiamo aumentato lo stanziamento per il mantenimento del lebbrosario per permettere a Sister Guadalupe di poter far riparare alcune capanne che necessitano di lavori straordinari.
Dal lebbrosario a Balamagre ci si impiega poco più di mezz'ora e così arriviamo alla nuova scuola nel primissimo pomeriggio anche qui accolti dall'entusiasmo dei ragazzi che ora hanno finalmente la possibilità di studiare in spazi ed ambienti idonei.
Dopo una rapida visita alle aule ( e a quella di informatica in particolare) saliamo all'ultimo piano, dove nell'auditorium ci aspetta il consueto spettacolo di balli e canti preparato dai ragazzi.
A questo punto consegnamo a Sister Jane, la direttrice della scuola, cinquecento euro che dovranno servire per pagare il college ad un paio di studenti che, finita la decima classe, vogliano continuare gli studi pur non avendone le possibilità economiche.
Quest'anno però, come ci informa Sister Jane, non vi sono ragazzi che terminata la decima intendano proseguire gli studi e così propone di utilizzare altrimenti questi fondi.
In pratica suggerisce di istituire un "premio" per il miglior studente di ogni classe che gli permetta di studiare gratuitamente per l'anno successivo comprendendo sia le tasse scolastiche che l'acquisto dei libri e del materiale di cancelleria.
Questo costituirebbe uno stimolo molto forte per tutti i ragazzi e sin dalla prima classe.
L'idea ci piace molto e proponiamo che questo "grant" sia garantito sia al più meritevole dei maschi che alla più meritevole delle femmine: in pratica verranno assegnati due "buoni scuola" per ogni classe.
Tale iniziativa verrà sicuramente mantenuta negli anni a venire.
Alla sera, dopo la cena, ci aspetta un momento di intrattenimento organizzato dalle ragazze della St Xavier School.

L'indomani mattina la sveglia suona presto perché la strada fino all'aeroporto di Guwahati è lunga e gli imprevisti sempre possibili.
Tutto però va bene e, salutata Sister Gloria entriamo in aeroporto.
In poco meno di un'ora atterriamo a Bagdogra dove troviamo ad attenderci Sister Annfrancesca con Meena e Ciaciù (Sabrina Maria).
La situazione è molto più tranquilla che in dicembre anche perché i Gorkha, in attesa delle elezioni del mese prossimo hanno sospeso ogni manifestazione ed evitano motivi di scontro.
La "new road" che mi aveva terrorizzato nell'ultimo viaggio per fortuna è chiusa per lavori e così percorriamo la strada normale, un po' più lunga ma sicuramente meno pericolosa.
L'accoglienza a Flame of Hope è come al solito commovente e l'abbraccio di tutti i bambini una delle gioie più intense e vere dell'intero viaggio.
La famiglia è ancora aumentata: c'è Surap, un bimbo di poco più di quattro anni, affetto da rachitismo e ritardo mentale, proveniente dallo stesso villaggio da cui veniva Richal, il bimbo che, dopo una parentesi a Flame of Hope, oramai da due anni è ritornato a vivere in famiglia dopo che il padre era riuscito, con l'aiuto di Sister Annfrancesca, a trovare un lavoro che gli permettesse di mantenere il nucleo familiare.
Anche Surap si è perfettamente integrato nella sua nuova famiglia.
Una rapida visita alla casa e, dopo la cena in cui non mancano gli oramai classici "momo", i tortelloni nepalesi a base di carne o verdure, si va a letto in quanto domani ci sarà l'unica parentesi "turistica" di questo viaggio: l'escursione alla Tiger Hill, l'altura vicino a Darjeeling ove si può ammirare, in caso di tempo sereno, il sorgere del sole sul maestoso Kankenjonga: uno spettacolo mozzafiato con i primi raggi del sole che illuminano il colosso himalayano (8.586 metri slm) di una luce rossastra mentre tutt'attorno c'è ancora il buio della notte.
Anche questa volta non siamo fortunati perché una nebbia densa ricopre le montagne e l'unico spettacolo che possiamo ammirare è quello della coda di jeep che scendono, con i loro passeggeri delusi, dal belvedere.
Ci consoliamo con una visita ai templi indù e buddisti della zona e con una tazza del famoso the.
Il pomeriggio ci rechiamo a visitare la scuola realizzata nel vecchio edificio di Flame of hope che in questi mesi è stato ristrutturato con il rifacimento della copertura del tetto e con la copertura di legno dei pavimenti.
A Mary's Sanctuary, la nuova casa della comunità, ora sono praticamente terminati tutti i lavori: è stata posta la parola fine alla disputa sui confini con una vicina che reclamava la proprietà di un piccolo pezzo di terra in realtà pertinente alla casa. E' stato "acquistato" ottenendo così di avere un buon rapporto di vicinato e soprattutto la possibilità di estendere anche a quest'ultimo tratto il muro di cinta, ora rialzato in tutto il suo perimetro ed armato alla sommità da taglientissimi cocci di bottiglia per evitare intrusioni notturne.

La serra è stata terminata e la fertile terra proveniente dal composter garantirà di potere coltivare verdure ed ortaggi anche durante la stagione delle piogge.
Sono state realizzate numerose altre aiole nel tratto di terreno pianeggiante ed il giardino di the cresce rigoglioso.
Le dodici galline forniscono uova a sufficienza ed i conigli si stanno riproducendo molto bene dopo che la conigliera è stata spostata in un punto più sicuro ed al riparo dalle incursioni delle scimmie.
Ora l'unico vero grosso problema è rappresentato dalla situazione politica in questa terra in cui i Gorkha si sono appoggiati, per le loro rivendicazioni agli estremisti del partito radicale indù BJP.
Questa situazione espone le minoranze religiose a grossi rischi.
Speriamo che ancora una volta prevalga il buon senso e che la gente impari a valutare il proprio prossimo per quello che è e per quello che fa e non per le sue idee o convinzioni religiose.
Ora il viaggio volge al termine e rimangono pochi altri appuntamenti.
Il giorno successivo al nostro ritorno a Calcutta andiamo a Bandel, dalle suore Ferrandine perché ci aspettano due diversi impegni.
Il primo è l'incontro con le bambine ospiti della Ferrando House, la casa per bambine di strada di cui avevamo finanziato l'acquisto tre anni fa e che ora è pienamente operativa; in quest'occasione torniamo ad insistere con Sister Molly e Sister Pockumala, rispettivamente tesoriera e Superiora provinciale delle Ferrandine perché la casa venga utilizzata al meglio incrementando il numero delle bambine ospitate che attualmente sono solamente venti.
Dopo una contrattazione degna di un mercato dei cammelli riusciamo a strappare la promessa che verranno ospitate altre quindici bambine portando il numero finale a trentacinque.
L'altro argomento, che è servito peraltro a far leva sul precedente, è la richiesta di finanziamento per un progetto che le Suore Ferrandine stanno realizzando nel villaggio di Kudda, nel distretto di Gumla in Jahrkhand, lo stato a ovest del West Bengala, confinante con l'Orissa a sud e con il Bihar a nord.
Si tratta della sopraelevazione di un piano di un edificio già esistente adibito ad ostello per i ragazzi Adivasi, per ricavare nuovi posti letto per potere accogliere un maggior numero di ragazzi (attualmente ne sono ospitati 120 ma le richieste sono molte di più in quanto le famiglie preferiscono che i loro ragazzi vengano ospitati nel boarding per ovvi motivi di assistenza e di sostegno.
Quest'opera andrebbe incontro alle necessità di una comunità come quella Adivasi poverissima e priva di risorse e di opportunità.
Le Suore Ferrandine sono da sempre impegnate in prima linea, specie in questo Stato con una forte presenza delle minoranze Adivasi, nel supporto e nell'aiuto e sostegno all'emancipazione di questa etnia ed a noi è sembrato giusto potere fornire il nostro sostegno ed il nostro supporto economico.
Il preventivo originario di 2.748.350 rupie è stato ritoccato al rialzo di altre 100.000 rupie a causa di una miglioria nel progetto riguardante l'impermeabilizzazione e l'isolamento termico del tetto.
Il costo globale di questo progetto che si dovrebbe realizzare nell'arco di un anno risulterebbe quindi di circa quarantatremila euro.
L'ultimo giorno a Calcutta è stato speso facendo una bellissima sorpresa ai bambini della scuola di Loyola.
La scuola di Loyola è una scuola privata di Calcutta che oramai da parecchi anni "cede " al pomeriggio alcune aule alle Missionarie della Carità di Madre Teresa che fanno scuola ai bambini di un vicino slum, bambini che altrimenti non avrebbero possibilità di accedere ad una istruzione scolastica valida.
Avevamo supportato questi bambini già un paio di volte in occasione del Natale 2007 e 2008 fornendo loro zainetti, materiale scolastico e, ultimo in ordine di tempo, una tuta.
Questa volta non c'era alcuna occasione particolare ma parlando con la Superiora di Kalighat, Sister Glenda, avevamo deciso di fare loro una sorpresa che sarebbe stata tanto più bella in quanto totalmente inaspettata.
Sono state acquistate un centinaio di pentole ed alcuni quintali di riso ed all'uscita dalla scuola i bambini si sono trovati questa sorpresa.
E' stato troppo bello vedere i loro volti di bambini già per natura allegri e sereni illuminarsi alla vista di quanto avrebbero potuto portare a casa, raddrizzando magari per qualche ora, il bilancio familiare.
A ogni bimbo veniva consegnata una pentola piena di riso ed alcuni biscotti e una volta finita la distribuzione tutti si caricavano il recipiente sulla testa e salutando gli amici correvano a casa con la gradita sorpresa.
Non è mancata la pentola neppure per le maestre e per una vecchina alla quale, passando fuori dal portone della scuola, non era sfuggita questa insolita "distribuzione" di riso.
E' stato veramente il modo più bello per mettere la parola fine a questo stancante ma ancora una volta meraviglioso viaggio.


KAL ONLUS - Foto Diario