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West Kashi Hills MEGHALAYA India

MAWEIT
West Kashi Hills MEGHALAYA India


Quando nel giugno 2008 ci recammo per la prima volta a Maweit su invito di Sister Rebecca, locale superiora delle Missionaries of Christ Jesus, l’acqua arrivava ancora dal fiume e la corrente elettrica vi era giunta da un paio d’anni. Maweit era, ed è tuttora, un piccolo villaggio minerario nel cuore della foresta delle Kashi Hills in Meghalaya, lo stato indiano di forma circa rettangolare confinante su tre lati con l’Assam ed a sud con il Bangladesh. Il nostro rapporto con Sister Rebecca era di profonda stima ed amicizia e così quando ci propose di “fare qualcosa” per questa gente, la nostra risposta positiva non si fece attendere.
Pur piccolo Maweit riveste nella zona un’importanza strategica sia perché posto all’incrocio di varie vie di comunicazione tribali, sia per il suo mercato che si tiene una volta alla settimana (sempre in un giorno diverso) e che permette alla gente di una cinquantina di villaggi di incontrarsi, confrontarsi e dialogare. Il mercato in queste realtà rurali primitive riveste un’importanza grandissima.

Le Missionaries of Christ Jesus sono arrivate in questa zona il 14 dicembre 1993 con due sisters: Helen Albizouri ed Elizabeth Suchiang. Sister Helen non si è più mossa da qui ed è attualmente la superiora della casa di Maweit.

Sono state subito create tre strutture fondamentali: la scuola (alla quale afferiscono studenti dai 51 villaggi dei dintorni), il dispensario (in queste zone il dispensario riveste il ruolo di un piccolo ospedale: ci si va per partorire, per ricevere farmaci e cure mediche, per trattare ferite o altro) ed il “boarding”. Molti dei ragazzi e delle ragazze che frequentano la scuola infatti provengono da villaggi molto lontani ed il tragitto dal villaggio alla scuola e ritorno sarebbe troppo lungo per essere effettuato quotidianamente così si fermano per tutta la settimana o in certi casi per tutto l’anno scolastico nel boarding, una sorta di ostello in cui i ragazzi studiano, mangiano, dormono.
Quando abbiamo visitato queste strutture siamo rimasti impressionati sia dalle condizioni di estremo degrado delle stesse, sia dalla eroicità di chi qui spendeva le proprie energie e la propria vita.

Decidemmo quindi che si doveva fare qualcosa e così iniziò la costruzione di un nuovo dispensario prima e successivamente di un nuovo boarding per le ragazze.
Sono riuscite due opere veramente belle, costruite con rigorosi criteri antisismici (siamo in zona “rossa” per quanto riguarda i movimenti tellurici) che ora, dopo un periodo un po’ travagliato, funzionano a dovere.

Il nuovo dispensario è una struttura su due piani: al piano terra si trova il dispensario vero e proprio con una sala per l’educazione sanitaria dove alla popolazione vengono fornite informazioni su che cosa fare e che cosa soprattutto non fare per evitare le più comuni malattie come la diarrea o le affezioni cutanee che specie nella stagione delle piogge sono un vero flagello. Segue un locale farmacia dove vengono tenuti i farmaci, soprattutto antimalarici che qui al dispensario vengono somministrati e distribuiti gratuitamente. Vi è poi una “sala travaglio” accanto alla vera e propria sala parto in cui un lettino ginecologico degno di tale nome ha preso il posto del tavolaccio del vecchio dispensario. Due ampie stanze con sei letti ciascuna completano il piano terreno assieme ai bagni.
Al piano superiore, che nel progetto originale doveva ospitare altri letti ed una serie di ambulatori medici (piano per il momento irrealizzabile) verranno collocati telai e macchine per cucire a costituire una sorta di “centro professionale” per le ragazze che non desiderano proseguire negli studi ma che vogliano comunque acquisire determinate abilità.

PERO’…
Al “progetto Maweit” però manca ancora l’ultimo tassello: il boarding per i ragazzi. In Meghalaya vige il matriarcato ma è veramente troppo vedere le ragazze ospitate in quello che appare, in zona di capanne, come un albergo a cinque stelle, ed i ragazzi vivere in quella che è poco più di una porcilaia.

FINO A QUANDO?
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KAL ONLUS - Foto Progetto